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Cona

Ambito geografico

Il territorio di Cona, esteso a nord del Basso Adige, si trova in provincia di Venezia e fa parte della circoscrizione amministrativa di Cavarzere. Esso confina con i comuni di Chioggia e Cavarzere (VE), Agna e Correzzola (PD) e si estende su una superficie di 64,74 Kmq. Dista circa 56 chilometri, a sud-est, dal capoluogo veneziano. E' composto da cinque frazioni: Cona, Conetta, Cantarana, Monsole, Pegolotte e una località: Foresto. Centro urbano è Pegolotte, sede municipale, al confine settentrionale del territorio sulla sponda meridionale del canale Rebosola. La denominazione di 'Pegolotte' deriva dalla parola 'pegola' o 'pegole': ragia di pino che cotta diventa nera e con il catrame serve per impeciare le barche. 'Pegoloto' in veneziano significa, come dice il Boerio, venditore di pece. L'origine del toponimo di Cona è da collegarsi alla forma di una antica e caratteristica imbarcazione a forma di "cono" assai in uso nella zona.

 

Cenni storici

La vicinanza all'antichissimo centro di Adria lascia ipotizzare il passaggio di popolazioni di stirpe diversa nel territorio di Cona: purtroppo la costituzione di un abitato fu in un certo modo subordinata alla presenza, a volte distruttiva, del fiume Bacchiglione, che, fino a pochi decenni fa, esondava liberamente creando vaste zone paludose. La acque del mare e quelle del fiume ricoprirono per secoli anche i boschi della località Foresto dove sembra che in età romana transitasse una via consolare e dove pare fosse stata costruita una prima chiesa poi distrutta da un'alluvione. Dai documenti sappiamo che nell'alto medioevo, a partire dal X secolo, Cona fu corte e sede di mercato. Presso Cona ebbero possedimenti la Serenissima ed i Signori da Carrara. Nel 965 il monastero benedettino di San Felice di Vicenza ottenne riconferma dei propri possessi a Cona dall'imperatore Ottone I.

Nel Medioevo Cona fu coinvolta negli scontri fra Padovani e Veneziani e, anche se marginalmente, nelle vicende della "Guerra di Chioggia" (1379-1381). Agli inizi del Cinquecento Cona visse l'episodio più drammatico a causa del rovinoso passaggio delle truppe dell'imperatore Massimiliano I d'Asburgo (1459–1519) durante l'occupazione di Padova avvenuta in seguito alla vittoria delle milizie della Lega di Cambrai sui Veneziani (1515). Dopo questo fatto dalle disastrose conseguenze il Consiglio dei Dieci fissò, nel 1519, il confine fra Padova e Venezia seguendo per un certo tratto la strada Rebosola ed inglobando quindi Cona nel Dogado veneziano. Cona risultava formata dai centri di Cona stessa, Cantarana, Conetta, Foresto, Monsole e Pegolotte e soggetta alla Podesteria di Cavarzere.

L'erezione a Comune autonomo risale alla risistemazione amministrativa voluta da Napoleone. A partire dai primi anni e per tutta la prima metà dell'Ottocento furono fatti molti tentativi per trovare la maniera di bonificare la località Foresto situata nel comune di Cona: diverse vie furono sperimentate dai maggiori ingegni locali fino ad arrivare all'attuazione del progetto dell'ingegner Cesare De Lotto (1810-1864), soprannominato "il papà delle bonifiche venete e ferraresi”. Egli divise in sezioni il suolo paludoso e utilizzò il canale dei Cuori come bacino. Il piano ebbe successo soprattutto con l'abbandono della forza animale a favore di quella a vapore per alimentare le macchine idrovore. Dopo il governo napoleonico Cona seguì le alterne vicende che videro il Veneto subire il dominio Asburgico ed aderire, infine, al Regno d'Italia (1866). Durante il secondo conflitto mondiale si assistette ai continui scontri fra partigiani e fascisti a causa del fatto che questi ultimi posero un luogo di tortura a Conetta.

Arte e cultura

Numerosi e di notevole interesse sono gli edifici sacri presenti nel territorio comunale: l'attuale chiesa arcipretale di Cona fu ricostruita ai primi del Novecento e con l'occasione dedicata alla Beata Vergine Immacolata. Le prime notizie che si hanno su questa chiesa risalgono alla fine del Quattrocento ma la costruzione era sicuramente preesistente. Essa fu eretta a pieve nel 1588.
Molto più antico risulta l'Oratorio di Conetta: nel secolo X a Conetta sorgeva una cappella dedicata a Santa Maria della Neve e con ogni probabilità apparteneva al monastero benedettino femminile di San Zaccaria a Venezia. La cappella fu trasformata in chiesa grazie all'intervento della nobile famiglia dei Morosini che ne erano divenuti i proprietari (fine XVII secolo). Quindi passò alla famiglia Giovannelli ed è oggi cappella di San Matteo Apostolo. A Pegolotte, l'antico Oratorio fu sostituito, nel 1913, con l'attuale parrocchiale di Sant'Egidio. La chiesa della Santissima Trinità di Cantarana fu costruita ai primi del Settecento ed eretta a parrocchia già nel 1718.

Fra gli edifici civili ricordiamo: la maestosa Villa Bonicelli-Treves, settecentesca e di ampie proporzioni.
Villa Eurosia, ottocentesca e d'ispirazione neoromanica (muratura in pietra e mattoni a vista, aperture ad arco ribassato).
Villa Tassi, risalente alla seconda metà dell'Ottocento dalla tipica planimetria padronale veneta.
Villa Morosini-Giovannelli, dalla caratteristica scala multipla che permette di accedere al piano nobile.
La Villa padronale di Monsole è un tipico esempio di insediamento agricolo e residenziale di un certo rilievo e consistenza, caratterizzato tipologicamente dall'ampio e profondo portico. Tale costruzione, abbastanza diffusa in questa zona risulta anche spesso arricchita da una sapiente e sobria applicazione degli elementi architettonici e stilemi decorativi riconducibili all'ambito culturale e artistico neoclassico.

Risorse economiche

La notevole estensione territoriale e la bassa densità di popolazione hanno costituito le naturali premesse per poter sviluppare nel Conense una solida economia agricola i cui prodotti più significativi sono pere, noci, angurie, radicchio rosso di Chioggia e zucca marina di Chioggia.
Il paesaggio agrario del conense, così come lo possiamo osservare oggi, è il risultato delle azioni di bonifica intrapresa nel secolo scorso e che ha permesso non solo lo sfruttamento agricolo di tanti terreni paludosi, ma anche di debellare la malaria, tipica malattia delle valli. Con la bonifica vennero meno definitivamente il diritto di vagantivo, detto pure diritto del povero, che era già stato vietato nel 1792 dalle autorità veneziane come indicato nella lapide collocata presso la corte Civrana di Cona. Con tale antica pratica si consentiva a poveri e diseredati di recarsi nelle valli a cacciare, pescare e raccogliere frutti selvaggi dando loro una possibilità di sopravvivenza. Le nuove esigenze produttive indussero i proprietari delle terre bonificate a impedire con maggior decisione l'esercizio del vagantivo e si avvalsero delle sentenze del tribunale di Venezia, che nel 1857 dichiarava "il vagare continuo" dannoso per i beni dell'agricoltura.

Tra la fine dell'Ottocento e l'inizio del Novecento molti residenti a Cona scelsero la via dell'emigrazione, destino condiviso d'altronde da altri veneti, a causa della abolizione del diritto di vagantivo e per l'incapacità dell'economia rurale di quel periodo di dare piena e stabile occupazione a tutta la popolazione in età di lavoro. La vocazione agricola di questo territorio non poteva che favorire nel secondo dopoguerra lo sviluppo di alcune importanti e significative attività industriali di trasformazione dei prodotti della terra (uva, latte, mais e granturco).

Il trattamento dell'uva in appositi impianti, utilizzati contemporaneamente da più produttori, si effettua dal 1960, dopo che nel 1957 veniva costituita con fini mutualistici la "Cantina Sociale di Cona e Cavarzere", con sede a Pegolotte di Cona; essa era all'inizio giuridicamente una Società a Responsabilità Limitata (s.r.l.), mentre ora è una Società per Azioni (s.p.a.). La commercializzazione del vino avviene sia all'ingrosso che al dettaglio. È possibile acquistarlo sia sfuso che imbottigliato nella sede centrale della Cantina Sociale. Un'altra attività, legata al trattamento del mais e dei cereali, viene gestita da un "Consorzio Maiscoltori Cerealicoltori di Cavarzere, Cona e Chioggia" che alle origini, nel 1966, era giuridicamente una Società a Responsabilità Limitata, divenendo poi nel 1995 una s.p.a. Gli imprenditori agricoli, piccoli, medi e grandi, trovano in questa struttura la possibilità di commercializzare al meglio un prodotto adeguatamente trattato e conservato. L'impianto di grandi dimensioni, realizzato nel 1968, si trova nella zona industriale-artigianale di Pegolotte.

Infine, sul finire degli anni Sessanta a Pegolotte di Cona si insediò un'attività di trasformazione dei latticini, un caseificio, che produce caciotta misto pecora e ricotta, segnalati come tipicità agro-alimentari dall'Assessorato alle attività produttive, agricole e alimentari della provincia di Venezia.

Il paesaggio agrario di Cona, caratterizzato da vaste estensioni disabitate, offre l'opportunità di essere apprezzato da un punto di vista naturalistico e culturale. Questo valore paesaggistico ha indotto alcuni imprenditori agricoli ad intraprendere un'attività agrituristica ove è possibile acquistare direttamente prodotti biologici o degustare piatti tipici locali. Ma al di là delle piccole imprese artigiane, da sempre insediate nel territorio, già alcuni anni fa veniva ubicata nei pressi del Consorzio Maiscoltori una piccola zona industriale-artigianale.Qui trovano sede industrie attive nei settori della produzione dolciaria, meccanica di precisione e dei trasporti. Al fine di dare seguito e maggior consistenza alle attività industriali nell'ambito comunale, senza comunque rinnegare il carattere prevalentemente agricolo, l'Amministrazione Comunale di Cona, supportata dall'assistenza tecnica della CO.SE.CON. s.p.a. di Conselve si è fatta promotrice della realizzazione di una nuova zona artigianale-industriale in un'area adiacente al centro abitato di Cantarana. Nei lotti del P.I.P. (Piano di Insediamento Produttivo) molte aziende, provenienti soprattutto da comuni della provincia di Padova, stanno installando i loro impianti e stabilimenti. La componente industriale dell'economia locale che si sta sviluppando non potrà che avere una ricaduta positiva per l'occupazione e di conseguenza rende possibile l'incremento demografico dei centri abitati sparsi sul territorio comunale di Cona.

Fonti
digilander.libero.it/canilefrapiero/cona
www.comune.cona.ve.it